Il concetto di Rinascimento fu elaborato dagli uomini del XV e XVI secolo per definire il proprio tempo in contrapposizione a un'epoca precedente, vista come “età di mezzo” corrispondente a un'eclissi della civiltà antica rigenerata dalla nuova cultura umanistica.
Questa tendenza italiana si intrecciò al parallelo sorgere dell'umanesimo nordico, che nelle arti diede risultati non meno spettacolari convergendo nell'esplorazione di una realtà concreta e tangibile. Se la “rinascita” fiorentina ebbe come base l'organizzazione prospettica dello spazio, la pittura fiamminga ricercò piuttosto l'essenza dei fenomeni fisici, segnalandosi per il nitore e la descrizione lenticolare degli oggetti e della materia.

Su questa doppia eredità, all'inizio del Cinquecento, esplose l'età dei grandi maestri: negli stessi anni operarono artisti come Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Tiziano, Dürer e Cranach, protagonisti di un'altissima espressività che sembrò coronare il sogno umanista.
La cultura rinascimentale italiana interpretò l'
iconografia cristiana della mela, a cominciare dall'episodio della Tentazione, in forme che rimasero di riferimento per tutta la storia dell'arte successiva (foto:
Michelangelo Buonarroti, Peccato originale: Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre, 1508-1512, particolare della volta affrescata della Cappella Sistina, Città del Vaticano). Parallelamente iniziò, con nuovo scrupolo filologico, il processo di recupero del mito classico con i celebri episodi legati ai pomi degli orti esperidei o al Giudizio di Paride.

Il corso del Cinquecento vide la
diffusione di nuove ansie e aspirazioni. Sotto l'etichetta di Manierismo si indica un'
arte di corte colta e raffinata che si diffuse in tutta Europa, trovando un comune denominatore nel virtuosismo stilistico e nell'eleganza formale.
Accanto ad esiti di
estetismo antinaturalistico, gli artisti della Maniera si sbizzarrirono in traboccanti composizioni raffiguranti fruttivendole o mercati. A questo periodo risalgono anche le sfrenatezze botaniche dell'Arcimboldo, che nelle sue Teste Composte (foto:
Giuseppe Arcimboldi, L'Autunno, 1573, Museo del Louvre, Parigi) scherzò con frutti e ortaggi mettendo in scena la mela in fantastiche allegorie.
Credits fotografici
Peccato Oringale: Fotografia di Bridgeman; Archivi Alinari, Firenze
L'Autunno: Fotografia di Bridgeman; Archivi Alinari, Firenze