Sulla scia della rinascita anche culturale promossa in età carolingia e ottoniana, nei secoli XI e XII, in tutta l'Europa cristiana, lo sviluppo e la diffusione dell'arte romanica coincise con uno stupefacente fervore costruttivo che decretò il successo di una nuova architettura religiosa.

Dalla scultura architettonica prese le mosse un vitale processo di assimilazione e
rielaborazione della tradizione bizantina, che nell'Italia duecentesca culminò in sistematici tentativi di recupero della lezione classica.
Dalla scultura al manoscritto miniato, l'arte del Basso Medioevo registrò il doppio simbolismo associato alla mela dalla tradizione cristiana. Questo frutto, simbolo negativo per Adamo ed Eva (foto: Gislebertus d'Autun, Eva nel Paradiso Terrestre, 1120-1140 ca., Museo Rolin, Autun, Francia), divenne icona positiva se connesso all'iconografia della Madonna col Bambino, con riferimento alla redenzione dal peccato originale operata dal Figlio.
Nell'Italia trecentesca la rivoluzione giottesca segnava l'origine di una tradizione pittorica nazionale, recuperando una costruzione razionale dello spazio come risposta efficace al problema di creare su due dimensioni l'illusione della tridimensionalità.

Nelle corti europee la stagione del gotico conciliava invece l'evocazione delle eleganze aristocratiche con una fresca presa naturalistica, espressa nella resa persuasiva dei più diversi aspetti del mondo visibile. Nella sua concretezza di prodotto coltivato, la mela si avvantaggiò della
nuova attenzione alla ciclicità naturale e al lavoro dell'uomo codificata nell'iconografia dei mesi.
Altre presenze si legano all'enciclopedismo medievale degli erbari e dei taccuini di sanità, impreziositi di dettagli e finezze cromatiche dai miniatori di corte del primo Quattrocento (foto:
La raccolta delle mele acide, XIV secolo, Codex Vindobonensis Series Nova 2644, Oesterreichische Nationalbibliotek, Vienna).
Credits fotografici
Eva nel Paradiso Terrestre: Fotografia Bridgeman; Archivi Alinari, Firenze
La raccolta delle mele acide: Fotografia 1998 Alinari; Archivi Alinari, Firenze